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La pianta

(Taraxacum officinale Weber - Compositae)

Il tarassaco è una pianta erbacea, perenne, con radice a fittone, foglie disposte a rosetta, lanceolate, dentate o lobate, a grossolani denti triangolari, arcuati o falciformi, da cui il nome di "dente di leone".

Presenta capolini solitari, su stelo cavo, alto 15 - 35 cm, composti da fiori tutti ligulati giallo-dorati. Alla maturazione il capolino, in cui sono inseriti gli acheni sormontati da un pappo di setole bianche, costituisce il caratteristico globo piumoso dal quale deriva un altro dei nomi volgari della pianta (soffione).

Non si tratta di una specie unitaria, ma di un complesso formato da numerosissime stirpi non ancora completamente note. Tale gruppo polimorfo è diffuso in tutto il territorio, ma particolarmente nelle zone di bassa e media montagna dell'Italia settentrionale; cresce in genere in ambienti antropizzati, nei prati stabili concimati invecchiati e nei frutteti e vigneti inerbiti.

Ha diversi usi: le foglie giovani vengono raccolte per verdura da consumare fresca o cotta ed hanno proprietà rinfrescanti, depurative e stimolanti le funzioni epato-biliari; la radice viene raccolta per ricavarne un succo diuretico, usato contro i calcoli renali; tostata e macinata viene talvolta ancora usata come surrogato del caffè.

I boccioli fiorali possono essere trattati come quelli dei capperi, per ottenerne un analogo. Per la precocità della fioritura non sempre le famiglie sono già sufficientemente sviluppate per sfruttare questa risorsa; in questo caso non sarà possibile produrre miele uniflorale e il nettare della specie si mescolerà ai raccolti successivi.

Ambiente di diffusione:

schiarite di boschi caducifogli, prati concimati, ambienti ruderali (0 - 1700 m).

Fioritura:

prevalentemente febbraio - maggio (possibile tutto l'anno).

 

 

 

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